Studio di Consulenza Strategica
per la Comunicazione d’Impresa

es is more.

chi

06 08 2016 | Redazione | Economia

Banche: una fiducia da ricostruire

Si chiude una settimana difficile per le banche italiane. Uscite abbastanza bene, nel complesso, dal duro esercizio degli stress test, hanno dovuto subire nel corso di questi giorni un ulteriore pesante taglio del loro valore borsistico, falcidiato da una speculazione che le ha colpite in modo particolare.

Ora le quotazioni azionarie non saranno certo l’unico parametro di valutazione di una azienda, ma certo influenzano non di poco il giudizio degli investitori. Al punto che le nostre autorità politiche e monetarie si sono sentite in dovere di intervenire massicciamente. Con interventi pubblici, discorsi in Parlamento, interviste ai media. Così hanno fatto il ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan, e il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Comune l’obiettivo, quello di rassicurare una opinione pubblica preoccupata, che parla dei propri risparmi e della propria sicurezza al bar e in autobus, come si fa solitamente della propria squadra di calcio.

Le nostre banche sono, nello loro complesso, solide e il loro patrimonio robusto, non “inquinano” il settore in Europa, come qualcuno ha sostenuto. Ma… negli interventi di Padoan e Visco sono numerosi i riferimenti a ciò che non è andato bene, a quello che si dovrebbe fare. Chiari i riferimenti di Padoan alle condotte illecite di alcuni manager, alla mala gestio in diversi istituti di credito, come ha detto Visco. Il Governatore ha anche dettato una sua ricetta, richiamando alcune tesi già elaborate il 31 maggio e in successivi interventi.

Sostenuta da una maggiore attenzione legislativa per un più rapido recupero dei crediti (qualcosa è già stato fatto), le banche dovranno avere una gestione più attiva delle sofferenze, il cui volume da noi è amplificato da un andamento dell’economia peggiore rispetto ad altri paesi. Occorre rivedere la struttura dei costi, la tecnologia sta spazzando via un modello fisico di sportelli e distribuzione territoriale che non ha più senso. Occorre, insiste Visco, creare un nuovo modello di business più in sintonia con le nuove abitudini della clientela. Mentre si profila una apertura al possibile intervento pubblico, una volta tabù, e questo approccio si profila per lo spinoso caso di Mps, andrebbe forse studiata una strategia che guardi all’insieme del sistema, abbandonando la politica del caso per caso adottata in questo ultimo anno.

Ci aspetta un settembre difficile, anche se agosto non sarà del tutto vacanziero per il settore. Abbiamo infatti di fronte il caso delle quattro banche salvate per le quali sono pervenute offerte di acquisto irrisorie; il salvataggio del Mps con relativo aumento di capitale, una richiesta di finanziamenti al mercato che potrebbe arrivare anche per Unicredit.

Per le due grandi popolari venete siamo alle prese con una situazione anche giudiziaria complessa. Anche in questo caso si prospetta una soluzione non facile, con il ruolo di Atlante da decifrare in termini finanziari. Alcune popolari si devono trasformare in S.p.A, le banche di credito cooperativo sono alle prese con il loro futuro, alcune di loro compilano l’elenco delle banche commissariate dalla Banca d’Italia.

Questa la situazione oggettiva. Serve un’azione decisa da parte delle nostre autorità per ricostruire la fiducia dei risparmiatori e dei mercati verso le nostre banche.

Giuliano Zoppis (@GiZoppis)

, ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *